giovedì 25 settembre 2008

Incontro con la Società Agricola Fortediga



Mercoledì 24 Settembre 2008 presso l'Hotel "La Pergola" (Magliano Sabino) abbiamo incontrato privatamente il sales manager Carlo Lavuri (Fortediga). In un mercoledì di impegno calcistico infrasettimanale (ancora non so i risultati) facciamo conoscenza con una persona schietta e decisa del panorama enologico. Abbiamo iniziato Con il visitare la maestosa cantina del ristorante. Fermo le immagini di questa persona e mi accorgo immediatamente della sua passione. Nel prendere le bottiglie e riporle negli scaffali, si vede l'immenso rispetto che ha della bottiglia (Mi sembrava di guardare un immaggine de "L'ultimo Samurai -sinuosità e perfezione dei movimenti).

Successivamente abbiamo avuto la fortuna di abbinare della splendida chianina (quella vera) con l'intera produzione di Fortediga. La cosa che mi ha colpito subito di questi bicchieri è di sentire "la Maremma in bocca" nonostante l'utilizzo di vitigni internazionali selezionati (quindi si può ottenere lo stesso risultato senza Sangiovese). L'enologo Alberto Antonini (che vi assicuro ha un curriculum di spessore internazionale - per es:Tignanello Vi dice qualcosa?) non solo è partito da un progetto sperimentale in una terra prima mai vitata, ma è riuscito nell'intento dove falliscono molti. E' riuscito ha sintetizzare la qualità che rappresenta la tipicità del proprio territorio di provenienza.

Infatti parliamo di un Maremma Igt di qualità intensa. La produzione di bottiglie è minima (Sodamagri e Salebro sono in tutto 6000). Si parla di 7000 impianti per ettaro in uno splendido terreno argilloso, calcareo attraversato dal fiume Salebro. Una terra fortunata e dove Fortediga ha iniziato da pochi anni questo progetto ambizioso, raggiungendo dei risultati qualitativi immediati. La prima annata di Fortediga ha preso 90/100 da Parker e il Salebro 94/100. Credo che il suo biglietto di presentazione (entry level o vino base per i blasfemi) ci faccia presagire degli sviluppi evolutivi futuri di sicuro interesse. Il Fortediga 2006 (Cabernet Franc/Cabernet Sauvignon e Syrah) stupisce per la sua morbidezza e pulizia. La persistenza al palato è notevole e lascia delle note speziate a lungo . Del Sodamagri (Syrah in purezza) sorprende per la somiglianza ai vini della Còtes du Rhone. Visivamente è splendidamente rosso rubino, ma intenso inchiostrato in maniera decisa. Olfattivamente richiama alla frutta rossa matura, con intense speziature e cioccolata che è un tipico sentore terziario (che provengono dall'affinamento). Al palato è una forza della natura, che esprime vigore dai suoi tannini, chiudendo con una persistenza minerale. Il Salebro l'ultimo figlioletto, è uno straordinario blend (Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon 45-55%). E' una vera poesia concentrata nel bicchiere. Ti accarezza al palato con un tannino morbido ed equilibrato. La cosa che mi ha sorpreso che l'affinamento è di 15 mesi in barrique, ma fortunatamente non è intrusivo come spesso succede. Infatti questa osservazione mi è stata confermata dalle parole di Lavuri, che mi ha precisato che la barrique deve essere uno strumento per impreziosire il risultato, ma deve nascondersi in esso. Ossia essere artefice del prodotto, fondendosi nella sua totalità indivisibile.
Non voglio prolungarmi oltre, ma Vi informo che è nata una realtà di estremo interesse enologico. Ascoltando e guardando un uomo sincero e schietto come i propri vini, auguro che tale abnegazione lavorativa possa essere ripagata da soddisfazioni professionali e commerciali. La bottiglia può essere menzognera, mentre il bicchiere è sempre sincero. Fortediga non dice mai bugie (per approfondimenti http://www.fortediga.it/).
Si ringrazia il ristorante dell'Hotel La Pergola, per il suo servizio impeccabile e gentile (Solo per la carta dei vini ne vale la pena)
Un saluto da Avenander

martedì 23 settembre 2008

Crisi economica e ristorazione


Apro il giornale e abbiamo allarmanti prospettive di congettura economica negativa. Il caso Alitalia imperversa mediaticamente il palinsesto generale del mondo informativo. Caro Gasolio, caro bollette e le nostre tasche sono meno piene. Quesito : ma quanto sono piene o quanto sono vuote? Agisco in un mercato, dove non vendo un bene di prima necessità e quindi ne risente parecchio di questo negativismo cronico. Però è un patrimonio culturale, denso di storia e fascino. Quindi è un mercato da proteggere. Il mio consiglio, prima di tutto è prendere coscienza delle proprie possibilità economiche e gestirle con intelligenza. La prima soluzione è bere e andare al ristorante di meno. (Adesso mi prendo una carattettata di insulti dagli esercenti della ristorazione). Ma soprattutto andare per mangiare e bere meglio (sto migliorando). Ossia spesso per avere un "conto amico" ci rechiamo da improvvisatori ed alchimisti della ristorazione. Si, quei geni che "ti fanno mangiare parecchio, bere tantissimo e ti fanno pagare poco". Stiamo parlando della caritas? Lì purtroppo non ti fanno mangiare tanto, perchè sono troppe le bocche da sfamare. Sono ristoratori che non Vi offrono prodotti certificati di qualità, dove le condizioni igieniche delle cucine sono al limite e dove si gioca sull'ignoranza del consumatore. E poi il magico vino della casa...(fatto con bustine e acqua del biondo Tevere?)
Il vino nella botte secondo me deve sparire. Perchè? Perchè non c'è nessuna provenienza. Non viene indicato il metodo di lavorazione e soprattutto quelle botti vengono lavate? E se fossero lavate con prodotti igienicamente idonei (magari usano qualche detersivo o acido - tanto lo verrete a sapere?)? In questa crisi prospetto un consumatore più attento e intelligente. Andate di meno al ristorante, ma in posti dove ci sono prodotti di qualità, un personale professionale e una location che fa diventare il momento magico di emozioni. La globalizzazione sta appiattendo le nostre papille gustative. Andiamo presso ristoranti scialbi e anonimi e routiniziamo ciclicamente le nostre passioni. Abbandoniamo l'abitudine e cerchiamo momenti più rari, ma speciali ed indimenticabili. Rivolgiamoci a ristoratori che hanno sposato la crociata della qualità. E poi vedrete se metteste la calcalotrice alla mano, avrete delle sorprese piacevoli (un'esempio 4*30 fa 120 mentre 50*2 fa 100) e un palato finalmente soddisfatto. Aspetto con piacere delle Vostre osservazioni. Un saluto.

Avenander

mercoledì 17 settembre 2008

Da un semplice foglio bianco mi presento



Ciao appassionati,

mi presento sono Andrea Avena (Avenander per gli amici). Sono un sommelier di Roma e agente di commercio sempre nel campo enogastronomico. Con questo blog desidero avvicinare i neofiti e non, al mondo del buon cibo e bere bene. Cercherò di trattare l'argomento senza atteggiamenti da saccente, ma in una chiave semplice. L'enogastronomia è un mondo ampio denso di cultura e storia internazionale. Un esempio...lo sapevate che il Malbec in Argentina è arrivato grazie ad un guasto di una nave francese? Infatti l'equipaggio non avevano denaro per pagare il danno subito dalla nave e riuscirono a saldare il conto regalando delle barbatelle di "Malbec". Vi ricordo che l'anima di questi prodotti sono i contadini, fattori, produttori che spesso si identificano in classi sociali e culturali differenti. Essi sono uniti da un comune denominatore: L'Amore per la terra. Le sinergie di questi differenti attori, creano un magico mix di idee che spesso creano più che prodotti dei gioielli. Un esempio i formaggi della fattoria Morella che ho degustato sabato 13 Settembre. Questa azienda si trova a Trevi (pg) e si caratterizza per produrre tutto ciò che serve nella filliera produttiva (dal foraggio alla vitamina). Mi ha sorpreso l'entusiasmo della famiglia Morella. Se vedete la dirigenza l'apparenza farebbe pensare alla classica azienda a conduzione familiare, ma poi vieni a sapere che vendono il latte ad una nota azienda italiana di Bologna. Per esempio ho imparato che il formaggio non va assolutamente conservato in frigorifero, ma è necessario che si ravvivano i fermenti in maniera che il prodotto abbia la sua naturale evoluzione. Ovviamente il prodotto industriale (non è questo il caso Ve lo assicuro) ha altri trattamenti e l'integrità del prodotto spesso va ad interferire con il risultato al palato (la globalizzazione sta comportando l'annullamento dei sapori che vanno persi nella memoria). Un altro esempio è la storia della Azienda Agricola Paolo Monti (http://www.paolomonti.it/) che produce vini premiati utilizzando tecniche innovative, ma per utilizzare il barbera su un terreno è servito l'assenso di un contadino sordo-muto!!!!

In sintesi Vi voglio raccontare in maniera umana le mie esperienze enogastronomiche. Dalla visita al produttore di vino alla gita fuori porta a sagre. A questo punto per i miei lettori consiglio di recarsi in questi giorni a Lariano per la sagra del fungo porcino.
Vi racconterò i miei giudizi sulla ristorazione romana a 360° da chi a mio giudizio fa il proprio dovere professionale a coloro che invece negativamente sono solo dei commercianti a cui interessa solo il guadagno e non il risultato finale. Spero di creare una comunity dove scambiarci informazioni e opinioni con la giusta libertà emotiva. Vi scriverò quanto prima.
Vi ringrazio dell'attenzione.
Un saluto
Avenander