
Mercoledì 24 Settembre 2008 presso l'Hotel "La Pergola" (Magliano Sabino) abbiamo incontrato privatamente il sales manager Carlo Lavuri (Fortediga). In un mercoledì di impegno calcistico infrasettimanale (ancora non so i risultati) facciamo conoscenza con una persona schietta e decisa del panorama enologico. Abbiamo iniziato Con il visitare la maestosa cantina del ristorante. Fermo le immagini di questa persona e mi accorgo immediatamente della sua passione. Nel prendere le bottiglie e riporle negli scaffali, si vede l'immenso rispetto che ha della bottiglia (Mi sembrava di guardare un immaggine de "L'ultimo Samurai -sinuosità e perfezione dei movimenti).
Successivamente abbiamo avuto la fortuna di abbinare della splendida chianina (quella vera) con l'intera produzione di Fortediga. La cosa che mi ha colpito subito di questi bicchieri è di sentire "la Maremma in bocca" nonostante l'utilizzo di vitigni internazionali selezionati (quindi si può ottenere lo stesso risultato senza Sangiovese). L'enologo Alberto Antonini (che vi assicuro ha un curriculum di spessore internazionale - per es:Tignanello Vi dice qualcosa?) non solo è partito da un progetto sperimentale in una terra prima mai vitata, ma è riuscito nell'intento dove falliscono molti. E' riuscito ha sintetizzare la qualità che rappresenta la tipicità del proprio territorio di provenienza.
Infatti parliamo di un Maremma Igt di qualità intensa. La produzione di bottiglie è minima (Sodamagri e Salebro sono in tutto 6000). Si parla di 7000 impianti per ettaro in uno splendido terreno argilloso, calcareo attraversato dal fiume Salebro. Una terra fortunata e dove Fortediga ha iniziato da pochi anni questo progetto ambizioso, raggiungendo dei risultati qualitativi immediati. La prima annata di Fortediga ha preso 90/100 da Parker e il Salebro 94/100. Credo che il suo biglietto di presentazione (entry level o vino base per i blasfemi) ci faccia presagire degli sviluppi evolutivi futuri di sicuro interesse. Il Fortediga 2006 (Cabernet Franc/Cabernet Sauvignon e Syrah) stupisce per la sua morbidezza e pulizia. La persistenza al palato è notevole e lascia delle note speziate a lungo . Del Sodamagri (Syrah in purezza) sorprende per la somiglianza ai vini della Còtes du Rhone. Visivamente è splendidamente rosso rubino, ma intenso inchiostrato in maniera decisa. Olfattivamente richiama alla frutta rossa matura, con intense speziature e cioccolata che è un tipico sentore terziario (che provengono dall'affinamento). Al palato è una forza della natura, che esprime vigore dai suoi tannini, chiudendo con una persistenza minerale. Il Salebro l'ultimo figlioletto, è uno straordinario blend (Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon 45-55%). E' una vera poesia concentrata nel bicchiere. Ti accarezza al palato con un tannino morbido ed equilibrato. La cosa che mi ha sorpreso che l'affinamento è di 15 mesi in barrique, ma fortunatamente non è intrusivo come spesso succede. Infatti questa osservazione mi è stata confermata dalle parole di Lavuri, che mi ha precisato che la barrique deve essere uno strumento per impreziosire il risultato, ma deve nascondersi in esso. Ossia essere artefice del prodotto, fondendosi nella sua totalità indivisibile.
Non voglio prolungarmi oltre, ma Vi informo che è nata una realtà di estremo interesse enologico. Ascoltando e guardando un uomo sincero e schietto come i propri vini, auguro che tale abnegazione lavorativa possa essere ripagata da soddisfazioni professionali e commerciali. La bottiglia può essere menzognera, mentre il bicchiere è sempre sincero. Fortediga non dice mai bugie (per approfondimenti http://www.fortediga.it/).
Si ringrazia il ristorante dell'Hotel La Pergola, per il suo servizio impeccabile e gentile (Solo per la carta dei vini ne vale la pena)
Un saluto da Avenander
