mercoledì 10 febbraio 2010

Il bevitore deve fare esperienza


Buonasera miei commensali lettori.
Oggi osservavo dei giovani che bevevano del Gewurztraminer ed erano entusiasti. Una delle mie prime degustazioni furono di questo vitigno. Non ero ancora sommellier. Quel giorno ebbi l'illusione, di aver degustato i vini più buoni della mia vita.
Non sto asserendo che tale vitigno non sia di mio gradimento. Più che altro, ho notato che i miei gusti sono variati e le mie idee sul vino con il tempo si sono ampliate.
Ora apprezzo i vini del Lazio insieme agli eleganti piemontesi. Sono affascinato dalle bollicine metodo classico delle più svariate regioni. Cerco degli impensabili ed intriganti charmat. In sintesi dico che un bevitore, deve essere curioso e sperimentare nuove esperienze. Non si può pretendere, che una etichetta abbia le stesse caratteristiche negli anni. Le annate possono essere fortunate a seconda delle zone e soprattutto le scelte produttive potrebbero essere variate. Io diffiderei, a degustare un vino che nelle diverse annate sia sempre uguale. Una volta le generazioni precedenti, erano abituate a bere sempre lo stesso vino. Parliamo di un approccio veramente abitudinario e superato. Adesso c'è l possibilità di trovare esercenti sempre più preparati e la speranza è che i consumatori siano sempre propensi a novità e non siano chiusi da pregiudizi. La scelta di un vino non deve essere una responsabilità, ma una condivisione di sensazioni, che possono condurre ad uno spensierato dialogo.
Un'ultima considerazione. Troppo spesso i ristoratori propongono delle carte dei vini scontate e giusticano ciò, dicendo che il cliente non capisce nulla (ebbene si, da rappresentante Vi confido questa triste realtà, proprio quella persona che ti sorride e ti dice un finto grazie mentre paghi il conto). Allora perchè non metterli in difficoltà, con richieste impreviste, non scontate e sensate. E se quell'affermazione fosse l'alibi di una propria carenza conoscitiva? Metteteli in crisi, fate che quell'antipatico ricarico sia il frutto di un'attenta selezione. Iniziate a bere e scoprire vini diversi per ampliare i propri gusti e avrete delle sorprese inaspettate. Vi accorgerete, che vi piaccione molte più cose di quello che pensavate e che il vino più buono potrebbe essere diverso ogni giorno...
Bevete con moderazione, ma divertitevi in questo fiume eterogeneo di prodotti.
Un saluto...anzi alla salute
Avenander

domenica 7 febbraio 2010

Un Bicchier di vino


Il vino unisce gli sconosciuti.
E' un simpatico aneddoto davanti ai propri commensali.
Esprime l'essenza sincera dell'essere umano
che sia bella o brutta.
Questa bevanda spesso mette d'accordo tutti,
anche coloro cha la pensano differentemente.
Si abbina perfettamente al nostro buon cibo.
Ogni suo produttore ha una storia e una filosofia da trasmettere.
Ha fama in tutto il mondo e molti ci invidiano come lo produciamo.
Quando è buono porta un atmosfera speciale.
Infatti quando si pensa ad un evento irripetibile
quanti di noi lo desiderano passare davanti ad una bottiglia di quelle speciali?
E poi per amarlo non bisogna essere capiscioni..
non è un sapere da ostentare,
ma è un semplice modo di amare.
Non devi andare per forza a Vinitaly,
ma puoi apprezzarne le sue qualità da casa.
Oppure puoi andare dal contadino più vicino
e di sicuro ti accoglierà con un abbraccio
e sorridendo ti offrirà un sincero bicchier di vino.
Buona Domenica

martedì 2 febbraio 2010

Colle Picchioni una casa familiare vitivinicola


Buonasera a tutti,
mi scuso per la latitanza, ma spesso trovo difficoltà a trovare l'ispirazione ed il tempo per scrivere. Sarà mia premura farlo più assiduamente con post meno lunghi.

Oggi ho portato delle persone presso Colle Picchioni, nelle vicinanze di Castel Gandolfo (per i romani "Ar Colle"). Vi invito a visitare questa azienda non solo per la loro produzione di vini di qualità (Vi ricordo che in cronologia Il Vassallo è il Primo Tre Bicchieri del Lazio), ma per lo speciale clima di convivialità della famiglia Di Mauro (proprietà dell'azienda). Questa azienda era una casa estiva. Voluta con insistenza dalla Sig.ra Paola Di Mauro alla fine degli anni '60. Grazie alla determinazione di questa donna che ha intrapreso studi enologici approfonditi che nel 1976 parte l'avventura del primo vino imbottigliato.
Ma oggi non parlerò di vino, ma di sensazioni. Quando si entra in questa azienda, si nota che non c'è il cancello. Per me significa, che tale casa è di accesso libero a tutti e che qui si troverà ospitalità, qualche simpatico aneddoto e probabilmente un ottimo bicchier di vino. Voglio esaltare un lato molto trascurato di questo settore. Spesso il consumatore ha paura di sceglier un vino in mezzo a troppi commensali a tavola.Si sente responsabilizzato e giudicato. Questo perchè negli ultimi anni, si è enfatizzato un aspetto troppo narcisista di questo ambiente di appassionati del vino e tutti si sentono più belli con questi calicioni "roteanti" e nasi annusanti.
Non ci dimentichiamo che il vino fa parte della storia intima dell'uomo, di quello più semplice. Il contadino rurale, legato alla propria terra, apprensivo e intimamente pauroso delle intemperie naturali. Pensiamo alla grandine, pochi giorni prima della vendemmia e all'apprensione di chi ha lavorato in un anno alacramente e rischia di non coglierne i frutti. Dentro un bicchier di vino c'è tutto questo e non ce lo dimentichiamo. Cerchiamo di sorseggiarlo con dolcezza e non berlo con eccessiva foga, apprezzandone ogni suo sentimento contenuto.
Ringrazio la famiglia Di Mauro, perchè in ogni suo bicchiere, in trasparenza vedo i loro occhi che ti accolgono con un tenero sorriso. Un consiglio: Andateli a trovare (preavvisateli), che troverete una "seconda casa".
Alla Salute
www.collepicchioni.it